Automotive Tier 2: i vantaggi di una PMI nella complessità del settore

di Vera Agostini
Giugno 21, 2019
Tier 2 automotive

In quest’articolo, dopo aver delineato un quadro della struttura gerarchica del settore automotive e della normativa di riferimento per i fornitori di diverso livello, è analizzato lo speciale rapporto che si crea tra un Tier 2 automotive e i suoi clienti, indagando in particolar modo il legame di fiducia che si instaura tra un Tier 2 PMI e Tier 1.

 

Normativa di riferimento per Tier 1 e Tier 2 automotive

Un’automobile è composta da migliaia di componenti. Il settore automotive è quindi caratterizzato da una grande complessità che si manifesta anche nella ramificazione dei produttori. L’OEM (Original Equipement Manufacturer) è, infatti, solo l’ultimo anello della catena produttiva che dai Tier 3, i più vicini alle materie prime, passa attraverso i Tier 2, fornitori di componenti, e i Tier 1, fornitori di pezzi già assemblati.

 

IATF

Per controllare questa complessità ed assicurare continuità qualitativa ai componenti delle autovetture sono state introdotte delle normative volte ad uniformare prodotti e produttori. Lo standard più importante in materia è IATF 16949:2016 elaborato dall’International Automotive Task Force nel 2016. Questo standard ha sostituito quello precedentemente in vigore, ISO/TS 16949 e si affianca ad ISO 9001. IATF 16949:2016 è stato creato in concerto dai principali OEM per fare in modo che Tier 1 e Tier 2 ottenessero risultati affidabili, non solo puntuali ma anche serializzati, che rispettassero gli elevati standard qualitativi del settore.

La norma IATF trova applicazione non solo in fase di produzione ma anche durante la progettazione e la relazione con il cliente. È infatti una normativa contenente, oltre a parametri da rispettare, anche indicazioni su come pensare e progettare le offerte, intraprendere studi di fattibilità e garantire risultati dal punto di vista economico, progettuale e produttivo, aiutando il cliente ad individuare soluzioni appropriate. In definitiva, consente di lavorare con tutti i clienti in modo trasversale, stabilendo regole universalmente valide per il settore.

 

CSR

Nonostante la norma IATF abbia introdotto omogeneità tra i requisiti richiesti ai fornitori automotive, la complessità e l’articolazione dei processi continuano ad essere una caratteristica insita nel settore. Così come Tier 1 lavora con diversi clienti, a tutti i livelli della scala gerarchica, così anche Tier 2 e Tier 3 non solo ricevono prodotti da diversi fornitori ma, a loro volta, riforniscono diversi clienti. Ogni cliente avrà quindi i propri requisiti specifici, detti CSR (Customer Specific Requirement) che, in sintesi, sono l’elenco delle richieste specifiche di un singolo cliente. La capacità di un fornitore, allora, che sia di primo o di secondo livello, è quella di recepire CSR e IATF e di integrarli tra di loro, al proprio processo produttivo e a quello del cliente.

Per rispettare i CSR dei diversi clienti bisogna lavorare in base ai loro standard ed obiettivi, nel caso del Tier 2 automotive questo significa avere diversi step di controllo in ogni fase del proprio processo produttivo, monitorarne lo sviluppo dalla progettazione alla consegna e verificare il rispetto delle normative e dei parametri qualitativi in ogni singolo passaggio.

Ovviamente, il rispetto delle norme imposte dal cliente deve essere integrato alla produzione in modo da rimanere in una posizione centrale del triangolo tempi-costi-qualità: a seconda delle specifiche del cliente si deve essere in grado di muoversi all’interno del triangolo senza perdere di vista cosa sia prioritario.

 

Tier 2 automotive: i vantaggi di una PMI

Non sono solo i grandi colossi a contribuire alla produzione di automobili. Al processo di costruzione di un’autovettura collaborano realtà molto diverse: possono essere grandi o grandissime aziende, come gli OEM, oppure essere piccole e medie imprese, come nel caso delle PMI italiane.

Proprio le PMI, come Tier 2, possono risultare più competitive di un’azienda di dimensioni maggiori. La PMI, infatti, proprio grazie alle sue dimensioni, è in grado di creare un rapporto speciale con il cliente, che si manifesta in termini di collaborazione, flessibilità, velocità e fiducia.

 

Collaborazione

La collaborazione riguarda non solo la progettazione e la produzione, ma anche la fase intermedia di prototipazione. Il processo che porta alla realizzazione di un componente è un processo di sviluppo che si conclude con una fase di ramp up, ovvero con la salita produttiva. Una PMI strutturata per lavorare con il modno automotive è in grado di collaborare con il cliente in ognuna di queste fasi.

Nella fase di concept si collabora all’ideazione del progetto del componente, durante la prototipazione, con attrezzature temporanee a bassa tiratura si testano, valutano e affinano le soluzioni tecniche, mentre con la pre-serie si realizza il prodotto in bassa tiratura ma con tutte le metodologie e gli strumenti della produzione seriale per verificare la conformità del processo produttivo del componente prima di arrivare alla fase finale, quella della produzione, in cui si passa alla tiratura vera e propria.

Per un approfondimento su come la simulazione possa migliorare il processo produttivo del settore automotive aumentandone efficacia e efficienza è possibile leggere l’articolo Simulazione per pressofusione: qualità superficiale nel settore automobilistico.

 

Flessibilità, velocità, fiducia

Un Tier 2 PMI riesce a garantire al proprio cliente una grande velocità nei tempi di risposta. Nel caso di un colosso i tempi di risposta possono dilatarsi proprio per l’inerzia strutturale creata dalle grandi dimensioni dell’azienda; nelle PMI, invece, questo non avviene. Nel momento in cui il cliente contatta il fornitore, grazie ai rapporti verticali e diretti, il Tier 2 PMI è in grado di reagire velocemente alle richieste.

Oltre alla velocità il Tier 2 PMI è in grado anche di garantire flessibilità, sia in termini di tempo che di prodotto. Anche in caso di urgenze la PMI è in grado di organizzare la propria produzione per andare incontro alle richieste del cliente ed è in grado di realizzare con flessibilità i diversi tipi di prodotti, che siano di sicurezza, tecnici o estetici, rispettando le loro norme specifiche.

Infine, un ulteriore valore aggiunto apportato dalla PMI è il rapporto di fiducia e di trasparenza che si crea tra fornitori e clienti. Gli interlocutori, in una PMI, sono persone che si conoscono e con le quali è possibile parlare tempestivamente degli eventuali problemi per collaborare ed arrivare ad una risoluzione. Più le imprese diventano grandi più questo rapporto si perde, insieme alle sopracitate velocità, flessibilità e fiducia.

Un’azienda PMI, specializzata Tier 2 automotive, è quindi una realtà in grado di coniugare al rispetto delle rigide norme produttive e qualitative del settore anche flessibilità, velocità e fiducia. È anche capace, come si è detto, di creare un rapporto personale con i clienti e di collaborare direttamente con essi per definire le soluzioni più appropriate, sicure e vantaggiose.

Se desideri approfondire l’argomento Vantaggi della pressofusione di leghe di zinco per il settore automotive puoi leggere l’articolo L’importanza della pressofusione nel settore automobilistico.

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Categorie: Automotive